Giorgio Bettinelli

Serata omaggio a Giorgio Bettinelli, grande viaggiatore, vespista e scrittore, prematuramente scomparso nel 2008. Di lui ci racconterà il varesino Lorenzo Franchini, anch’esso vespista, scrittore, blogger e viaggiatore, a sua volta autore di “Hasta la fin del mundo…in vespa!” (Agar Edizioni), cronaca del suo viaggio in vespa da Buenos Aires a Ushuaia.

 

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Evento organizzato in collaborazione con la Libreria Gulliver di Verona.

 

“…rimanere un po’ a sognare ad occhi aperti davanti alla carta stradale e ad un caffè, ancora intontito dal sonno; decidere un itinerario, leggendo sottovoce i nomi dei paesini per lo più sconosciuti che punteggiavano il tragitto… poi finire di svegliarsi del tutto, caricare i bagagli e partire!”

Giorgio Bettinelli, (nato a Crema il 15 maggio 1955 e morto a Jinghong il 16 settembre 2008) è stato un giornalista, scrittore, cantautore, attore e grande viaggiatore.

Nato a Crema il 15 maggio 1955, dal 1976 fa parte del gruppo musicale e di cabaret dei Pandemonium, prima di dedicarsi all’attività di scrittore. Come cantautore ha pubblicato alcuni 45 giri per l’RCA Italiana

Inizia a viaggiare a quattordici anni, quando in autostop arriva dalla nativa Crema a Copenaghen. L’anno dopo, ancora in autostop, giunge in Tunisia. A 17 anni la prima esperienza in Asia, il suo continente preferito, trasportato a bordo di un Magic Bus da Trieste all’India.

Laureato in lettere presso l’università di Roma, è famoso per i libri con cui ha descritto i suoi cinque lunghi viaggi compiuti a bordo di una Vespa. La sua passione per la Vespa nacque in Indonesia, dove si era stabilito da qualche tempo, quando, a rimborso di soldi prestati a un amico locale, ne ricevette una con cui attraversò da sud a nord l’isola di Sumatra. In tale occasione decise di intraprendere il viaggio dall’Italia al Vietnam.

Il primo dei viaggi che l’han reso famoso parte nel 1992 da Mentana, in provincia di Roma, dov’era residente, con destinazione Saigon, dove arriverà sette mesi dopo – marzo 1993 – percorrendo 24.000 chilometri. Descrive questo viaggio nel libro In Vespa. Da Roma a Saigon, pubblicato nel 1997 con grande successo di vendite, raggiungendo la decima ristampa nel 2002.

Il secondo parte da Anchorage per arrivare alla Terra del Fuoco e dura dal 1994 al 1995 lungo un percorso di 36.000 chilometri. A partire da questo viaggio riceve pieno supporto logistico ed economico dalla Piaggio, per la quale scrive le proprie esperienze sul periodico aziendale.

Il terzo unisce Melbourne a Città del Capo, per un totale di 52.000 km percorsi in un anno esatto, fra il settembre 1995 e il settembre 1996. Nel 1997 uscì In Vespa oltre l’orizzonte, compendio fotografico dei primi tre viaggi pubblicato da Rusconi Libri.

Il quarto, chiamato Worldwide Odyssey, è un vero e proprio giro del mondo, dura più di tre anni, dall’ottobre del 1997 al maggio del 2001 con partenza dalla Terra del Fuoco ed arrivo in Tasmania. Copre 144.000 km passando per l’Alaska, la Siberia, entrando in Africa attraverso lo stretto di Gibilterra, e

costeggiandola tutta fino a Gibuti passando un’altra volta per Città del Capo, per poi costeggiare tutta l’Asia

meridionale dallo Yemen all’Indonesia, fino all’arrivo nell’ ultimo continente, l’Australia, e alla destinazione finale, la Tasmania. Durante quest’ultimo viaggio Giorgio Bettinelli è stato rapito da un gruppo di guerriglieri in Congo, per poi essere rilasciato dopo poco tempo, derubato di tutto ma con la vita salva.

Descrive il secondo, terzo e quarto viaggio nel libro Brum Brum. 254.000 chilometri in Vespa, pubblicati da Feltrinelli nel 2002. La stessa casa editrice pubblica nel 2005 Rhapsody In Black. In Vespa dall’ Angola allo Yemen, nel quale Bettinelli tratta la parte del quarto viaggio trascorsa in Africa centrale e meridionale.

L’ultimo viaggio si svolge nell'unico grande Paese da lui fino ad allora non percorso: la Cina, dove si era nel frattempo trasferito e sposato. Il viaggio lo impegna nel 2006 ed è raccontato nel suo ultimo libro La Cina in Giorgio Bettinelli è morto a Jinghong, in Cina, 16 settembre 2008, all’età di 53 anni per un malore improvviso. Lì viveva da quattro anni, sulle rive del Mekong, con la moglie Ya Pei. Stava preparando un altro libro, questa volta sul Tibet.