Goose Festival 2011

Venerdì 5 Agosto

The Death of Anna Karina

TDOAK_OfficialThe Death of Anna Karina nascono nella primavera del 2002 durante la sessione di registrazione dell’hardcore band Inedia. Il titolo dell’album si tramuta nel nome della formazione che esordisce, nello stesso anno, sotto l’egida della Heroine records. Il loro sound, che viene definito “chaos and roll”, si nutre di influenze che spaziano dai Refused agli Orchid, dai JR Ewing agli Swing Kids. 
Dopo aver arricchito la line-up della presenza di Rocco Rampino (La Quiete, Congorock) alle tastiere e chitarre i TDOAK si lanciano in una serie di infuocate esibizioni live in Italia ma soprattutto all’estero (Germania, Francia, Repubblica Ceca, Austria, Spagna, Belgio), dove il loro debutto discografico gode di ottimi riscontri. 
A riprova dell’interesse suscitato nel corso del biennio 2002-2003 gli TDOAK incidono dei singoli per l’americana Slave Union (che produce l’edizione americana del loro disco) e la belga Mashnote e suonano di supporto, tra gli altri, a Melt Banana, Light the Fuse ‘N Run, Sunshine, The Vanishing partecipando a festival internazionali di grande visibilità (come il Fluff Fest o il  Vort ‘n Vis di Ieeper). Nel corso degli anni, il primo disco dei TDOAK si è consolidato come un must nella discografia dell’HC-Screamo europeo. 
Dopo essersi fatti le ossa, nel 2004 gli TDOAK decidono di incidere un nuovo album: New Liberalistic Pleasures, che sarà edito dalla roboante Unhip Records. Con la sua micidiale miscela di indie-rock e punk-funk, in bilico tra pulsioni ballabili e squarci noise, New Liberalistic Pleasures spacca le casse e segna un cambio di rotta nelle crescenti esigenze di ricerca musicale dei TDOAK, con riferimenti che la critica specializzata attribuisce, di volta in volta, a gruppi quali: The Rapture, Camera Obscura, Arab on Radar, New Order e Depeche Mode. Il disco acquista infatti credito anche al di fuori del circuito underground segnalando gli TDOAK a più ampi settori della platea come una presenza tra le più brillanti e promettenti nello scenario musicale italiano. 
Dopo una intensa stagione di concerti e partecipazioni ad importanti manifestazioni live (come il MI AMI Festival) e nuovi contributi alla line-up (Tommaso Gorla degli Afraid! ed Hell Demonio nel periodo 2006-2007), nell’inverno del 2009 i TDOAK varcano la soglia dello studio di registrazione “Blocco A”. Qui con l’aiuto di Giovanni Ferliga e di Giulio Favero registrano e producono le tracce del disco: Lacrima/Pantera che verrà poi masterizzato nel 2010 da Giulio Favero e Giovanni Versari e uscito all’inizio del 2011 per la Unhip Records di Giovanni “UDA” Gandolfi. 
Lacrima/Pantera rappresenta il culmine di un percorso di ricerca musicale di durata quasi decennale e segna la svolta della band verso il cantato in italiano. Lacrima/Pantera promette fin da ora di consolidarsi come un album che sarà praticamente impossibile ignorare per tutti i fan della nuova ondata noise-rock
italica.

Distanti

distantiCertamente, si parla ancora d' amore. Ancora tutto è tutto è tutto amore, appunto per questo non mi fido, non è ovvio, e poi ho sempre mentito: "c'è da dire qualcosa", dirò, evitando di sconvolgermi la coscienza. Una enciclopedia è anche una forma di confessione, meno laica di quanto possa apparire. A elenco alfabetico, un lavoro per lettere dice tutto, come con la mano umidiccia del parroco, ricorda, è una confessione.
In questa presentazione cerchiamo di spiegare il lessico emotivo del disco. E individuare quindi gli iniziati o corrompere a noi chi vorrebbe o potrebbe divenirlo. Parole forti per dire che individuiamo un pubblico, noi per primi.
Dire tutto... lo si fa per darsi un colpo, un colpo per stare sulla via. Potrebbe essere arrivare a un obiettivo, per questo bisogna decidere cosa bisogna fare o decidere. L' enciclopedia è un tentativo vòlto a differenziare, ad amputare, perché sappiamo cosa è bene e cosa è male. E quando tutto è amore, tutto è positivo, è venuto, una venuta reale, quindi non è né bene né male. Ogni tentativo così è religioso, qui sinonimo di superba fallacia, guarda quanto poco ti muoverai da dove vivi e quanto la musica non ti salverà. Altro che tutto è amore, altro che tutto è amore, ci sono le delusioni da fare, la crisi di mezza età da perdere e contare, la mezza età che è sempre più una età di mezzo, di passaggio e di medietà, e allora si spaccia sempre bene. C'è anche l'odio e le offese da allevare e non alleviamo proprio nulla. Lasciali fare, sono giovani...
Questa presentazione cerca di concludere che si può fare qualcosa ma non contarci troppo, non contarci che sennò ti cadono le orecchie. Che ciò che si fa non basta mai a se stesso.
Se non fosse inevitabile un confronto col mercato di schiavi delle onde, delle pagine scritte, delle orecchie, allora si potrebbe sperare di far uscire dalle casse una catarsi, ma è chiaro che sarà ancora uno slavare di piatti, di stoviglie a chiasso. L' abbiamo vista correre la boria dei cantautori sotto le puntine, per anni sottovoce o in coro, ma sempre decenni triviali. Chi c' è rimasto sotto sono solo le coscienze o le associazioni per la salvaguardia della salvaguardia. Perciò c' è il sospetto che sia eterna la tradizione, e per questo è già tutto finito. Benvenuti, benvenuti.
Ogni tentativo è religioso, "le guardo strisciare sul pulito", si diceva un anno fa. Oggi la musica di certo non assolverà, ma potrebbe risparmiarti una doccia. Conclusione: che ci sia un eccesso di confidenza con le parole in questo progetto che ingegnere non ha chiamato "distanti"? Conclusione: un giorno non affitteremo le stanze per consumarci la vita, di notte non saremo una costellazione che riflette il cielo, non una voglia di vivere incollata, saremo meglio delle stelle fisse, meglio del destino dell' uomo, meglio di un teatro di posa. Sapremo che l' amore è solo uno strumento e che le parole non bastano nemmeno a un vangelo. Hai visto con che fare quotidiano trattiamo i misteri.

Matadores

matIl progetto Matadores, nasce ad inizio 2011 da un'idea di Gianmaria Gobbetti e Leonardo Salvaro. Entrambi musicisti di derivazione jazz sperimentale, suonano insieme da 10 anni. Già presenti sulla scena alternativa italiana con i Reqviem, gruppo che li ha portati a collezionare centinaia di concerti, ripartono collateralmente con i Matadores e decidono di dare alla loro musica un'impronta più elettronica, componendo brani molto più brevi e di maggior impatto.
I Matadores sono piano e synth, batteria e pad. Entrambi polistrumentisti, viaggiano a suon di battute revisionate in stile trance, tecno, drum'n bass ed elettronica sperimentale.
Duality, l'attesissimo album del duo, uscirà ai primi di novembre 2011 sotto etichetta ancora sconosciuta al pubblico.

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