Goose Festival 2011

INDIPENDENZA, CULTURA E PASSIONE

Dammi un litro di oro nero… così cantava ironicamente Rino Gaetano negli anni Settanta, l’epoca della prima crisi del petrolio e dei primi stop alle auto nelle domeniche a piedi.
Era il 1973, ma nonostante siano passati quasi quarant’anni sembra che in Italia una riflessione seria e costruttiva sul tema dell’energia non sia mai stata fatta, e che l’argomento si sia trattato solo in maniera molto superficiale. I problemi sono rimasti gli stessi di allora e le prospettive della produzione di energia stentano ad emanciparsi dalle logiche legate ai vincoli dell’oro nero. Eppure la ricerca tecnico-scientifica avanza: continuamente vediamo nuovi progetti ambiziosi e prototipi futuribili, ma quello che manca è la loro effettiva diffusione nella vita quotidiana. La cause che ci costringono a continuare a dipendere dai combustibili fossili sono molteplici e toccano una serie di problemi a livello globale che nella loro complessità diventano spesso sfuggenti.
Non abbiamo la pretesa di avere le risposte adatte a risolvere i problemi del mondo, ma non possiamo neanche permettere che l’incapacità di comprendere i grandi meccanismi socio-economici a livello globale diventi una scusa per far scivolare la responsabilità dalle nostre spalle.
Ecco perché il Goose Festival, nel suo piccolo, intende raccogliere questa sfida e farsi carico della propria fetta di responsabilità, supportando quella che comunemente viene definita eco-sostenibilità. Al di là delle molte iniziative concrete promosse dal Goose Festival sulle tematiche ambientali, il vero nocciolo della questione è soprattutto la difficoltà di cambiare la propria mentalità: essere consapevoli dell’esistenza di un problema non significa averlo già risolto, ma comporta almeno la necessità di dare una risposta alla nostra coscienza e il modo migliore per farlo è, a nostro avviso, quello di dimostrare come le espressioni artistiche possano diventare un veicolo per innalzare la qualità dei rapporti tra individuo e società, tramite un utilizzo intelligente e propositivo della cultura.
La musica, l’arte, la cultura: queste sono le vie per  uscire dalla situazione di stallo in cui ci troviamo e per tentare di raggiungere l’indipendenza come individui, premessa indispensabile per poter reimpostare un rapporto più equilibrato tra uomo e natura.

Associazione Helios

Nel settembre del 2005 abbiamo deciso di dare concretezza ad alcuni strani ronzii che da un po’ di tempo ci giravano nella testa e abbiamo deciso di fondare un’associazione, con l’obiettivo di contribuire a diffondere tra i giovani la cultura dell’arte, della letteratura e della musica. Il punto di riferimento per ogni nostra attività è sempre stato quello di perseguire il criterio di originalità e indipendenza, per offrire al pubblico un punto di vista diverso, non necessariamente legato ai gusti mainstream. Il progetto principale portato avanti dall’associazione è il Goose Festival, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, che convoglia gran parte delle forze e delle attività promosse dall’associazione.

PERCHE’ IL NOME GOOSE?

Goose, che in inglese significa oca. Perché a noi le oche, o meglio, i ochi, stanno simpatici. Non sono bellissimi, sono schivi, talvolta aggressivi, spesso hanno un’aria intontita. Ma l’apparenza a volte inganna. Nel fossato che circonda il castello di Zevio, dove si tiene il Goose Festival, vive una folta comunità di oche. Da tempo immemore gli abitanti di Zevio sono stati etichettati sarcasticamente come i ochi. Forse a ragione, forse a torto. A noi però questo paragone piace. E a noi l’apparenza non interessa.

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